LETTERA APERTA DEL PARROCO DI MURATE AL SINDACO DI POTENZA

Illustrissimo Signor Sindaco, dopo aver constatato che le richieste, le denunzie sulla stampa per l’"emergenza Murate" vengono completamente ignorate, ritengo opportuno di indirizzarLe questa lettera aperta.
Credo di avere titolo, perché, come parroco del quartiere, divido con questa meravigliosa comunità le fatiche quotidiane e gli affanni della vita.
Per quanto mi è possibile, con la precarietà dei mezzi ed i limiti intuibili, metto a disposizione di bambini, giovani e adulti quelle rudimentali strutture parrocchiali(ivi compresa la chiesetta) per le esigenze del tempo libero che anche in periferia sono avvertite.
E proprio in virtù di questa fiducia che tutti ripongono in me, sento il dovere di intervenire, avvertendo quasi il richiamo forte di Isaia: "per amore del mio popolo io parlerò e non mi darò pace finché non sorga la giustizia".
Dal 1 ottobre Murate ha cessato di essere zona periferica, ignorata dai potentini, "quartiere dormitorio" ed è diventato quartiere trafficato, insonne, senza pace, con rumori assordanti in tutte le ore del giorno e della notte.
Una strada di cantiere, inconsistente, in più tratti sterrata, è stata resa vera e propria rotabile a scorrimento veloce, quasi un raccordo tangenziale con un transito di migliaia di automezzi.
La vita, le abitudini, le relazioni interpersonali sono state sconvolte.
I pericoli reali della incolumità dei cittadini, per l’esalazione nociva dei gas dei tubi di scarico, le difficoltà per gli stessi automezzi in un percorso accidentato, con pendenze sconnesse, con illuminazione insufficiente, sono stati superati disinvoltamente con il semplice cambio dei cartelli stradali.
Le soluzioni alternative, autorevolmente prospettate, sono state sistematicamente respinte.
Qui continua a mancare tutto, letteralmente.
"Murate muore" veramente e la gente è stanca di promesse non mantenute, di soprusi, di essere completamente ignorata dagli amministratori.
Il senso unico di via degli Oleandri è l’ultima beffa riservata alla gente di un quartiere, civilissima, che ha il torto di non fare la voce grossa e di non saper protestare energicamente.
Qui si aspetta ancora l’inizio dei lavori per il POR Basilicata 2000-2006 che prevedeva l’intervento n 10-misura V.1 Azione A per la riqualificazione dei quartieri Murate, Libertà e Tavolato!…
Il progetto già finanziato che Lei venne ad illustrare con un plastico, si è dissolto nell’aria come fumo. E’ rimasto come ricordo un cencio di plastica di colore rosso. Non così negli altri due rioni, rimessi a nuovo.
Eppure la città pullula di "interventi di riqualificazione" nel centro storico e nei vari rioni. Murate, invece, è stato squalificato a vita, senza appello e senza colpa.
Signor Sindaco, gli abitanti di Murate non sono sudditi, ma cittadini, ai quali, insieme ai doveri da assolvere, spettano pure diritti, che vengono sistematicamente disattesi.
Credo che Lei debba delle spiegazioni, delle proposte per le necessità, per la vivibilità del quartiere.
Un discorso a parte merita la questione Chiesa.
I più anziani ricordano gli incontri di 30 anni da Mecca a Fierro, da Sampogna a Potenza, da Fierro a Santarsiero: silenzio assoluto.
L’ultima volta nella tavola rotonda del 13 Maggio 2006, cui partecipò anche l’arcivescovo, Ella assicurò tutti che l’iter amministrativo per l’assegnazione del suolo poteva dirsi concluso e che, pertanto, si sarebbe proceduto quanto prima all’adozione della relativa delibera. Disse ancora che il provvedimento di giunta era stato già approntato e per riguardo agli altri componenti non l’aveva portato con sé. Finora nulla, tutto tace.
Signor Sindaco, gli impegni presi solennemente, specie in una chiesa, vanno onorati.
Nel messaggio inviato alle famiglie in occasione del Natale, avendo davanti agli occhi il presepe realizzato nella nostra Cattedrale, ove la grotta è ai piedi della città di Potenza illuminata a festa, quasi una rappresentazione plastica del centro e della periferia, ho scritto testualmente con intima sofferenza: "il fiume di macchine, che ormai attraversa quotidianamente il quartiere, diventerà un fiume in piena che travolge e porta via i sogni di un rione, che attorno ad un garage tentava di costruire una comunità solidale, capace di interagire, costruire valori veri, ritrovare la propria identità e appartenenza ad una storia da scrivere insieme.
Chi è anziano rimarrà sempre più isolato nella propria abitazione; gli ammalati, e sono tanti, si chiederanno sempre con angoscia come raggiungere l’ospedale e il proprio medico.
Passano gli autobus a Murate. Sono tanti, ma non sono per gli abitanti del quartiere".
Signor Sindaco i cittadini di Murate sono sfiduciati e amareggiati, io faccio di tutto per alimentare quel soffio di speranza cristiana che ancora rimane.
Qui però occorrono fatti e non parole.
Le auguro Buon Anno.
Sacerdote Giovanni Caggianese
Parroco di Murate


Non possiamo che essere concordi con quanto espresso da don Giovanni e ringraziarlo per tutto quanto fa per la nostra comunità.
Sottoscrivo l’ottima missiva del Parroco.
Un Pastore che oltre ad avere a cuore le anime del quartiere ne ha interpretato in maniera magistrale le esigenze “terrene” e le sofferenze causate da un provvedimento, la famigerata ordinanza, che ha sconvolto la vita di un quartiere che si sente, a giusta causa bistrattato da chi ha amministrato questa città in tutti questi anni….
Condannati senza colpa. Crocifissi senza giudizio. Questa è la dura realtà che gli abitanti del quartiere non accetteranno mai. Bravo don Giovanni!
Grazie di cuore,Don Giovanni, sei tutti noi!!!!
Pippo devo correggerti, in quanto abitante di murate ma anche ingegnere, da quel che ho visto del progetto (si si, il solito fotomontaggio, che avete visto tutti… e anche il progetto 2d) ma anche da quello che ho studiato sull’urbanistica e i trasporti di questa città, per me (e sottolineo a mio modesto parere), con la costruenda bretella che porterà direttamente dal raccordo autostradale all’ex fornace (mi sfugge il nome adesso) alla fine di via del gallitello, dove si raccorderà con la tangenziale proveniente dal macchia romana, ribadisco, per me, un’opera come quella che si sta costruendo, sarà del tutto inutile… perchè quel traffico proveniente dalla zona ovest della basilicata, e diretto ad uffici regionali, e io sotto casa mi ritroverò cose come queste
http://www.sgai.com/images/svinc1.jpg ovvero la rotatoria sopraelevata (e a precisa domanda, l’assessore rispose che non ritenevano necessarie le barriere sonore – sic!- ), con rampe piuttosto altine per permettere il passaggio di autobus et similia: http://www.romaone.it/immagini
/QuiRoma/06/testr215.jpg sostituite con il palazzo in foto il palazzo azzurro o il centro galassia e capite cosa stanno costruendo… (oltre ad allargare a 3 corsie per ogni senso di marcia il tratto di fondovalle dalle pagliarelle – i lavori che stanno facendo in questo momento) fino all’incrocio per via tirreno, dove, se tutto va bene, ci sarà il fantastico tunnel che passerà da sotto il serpentone per sbucare dalle parti di ungaro…viva viva il grande nodo…
“per amore del mio popolo io parlerò e non mi darò pace finché non sorga la giustizia”. Con questa citazione biblica, tratta dal profeta Isaia, don Giovanni ha evidenziato tutto il suo intimo tormrnto per una situazione di sofferenza vissuta dalla comunità in cui vive ed è pastore. Dopo don Donato Lauria, parroco del Serpentone, un altro uomo della chiesa chiede con garbo ma con risolutezza, maggiore giustizia e attenzione per le esigenze di vita quotidiana delle persone. Sull’esempio di Gesù Cristo si schiera con i più deboli e gli oppressi. Grazie don Giovanni per il soffio di speranza che ci hai donato. Grazie per la testimonianza di amore, unica forza che può realmente cambiare il mondo.
Ho già riferito in commenti ai post precedenti di essere un ex residente di Rione Murate. Pur non essendo un praticante assiduo (a dire il vero non sono quasi praticante) della vita religiosa, sono sempre stato assalito da sdegno per il fatto che il rione fosse costretto a vivere le proprie attività religiose in un garage non proprio idoneo (né capiente) allo scopo. Una volta erano i Comunisti a mettere i bastoni tra le ruote alla libertà di culto (chiese bruciate in URSS e quant’altro). Oggi si usa l’indifferenza. Il rione meriterebbe un luogo di culto da decenni…. ma gli amministratori, a quanto ho visto negli anni, non sembrano interessati a questo problema. Infine, la trovata di convogliare un volume di traffico da tangenziale metropolitana (per minimo due anni, badate bene) in un rione che, evidentemente, non ha nessun peso politico, ha concluso l’opera. Che dire? Forse sarebbe ora di smuovere i comitati di quartiere di tutta la città, per far comprendere ai nostri eletti che, fino a prova contraria, dovrebbero occuparsi del bene collettivo…. riducendo all’osso i disagi; e distribuendoli equamente a tutta la cittadinanza.
Sono cattolica non praticante, ma condivido i contenuti della lettera di don Giovanni e apprezzo il suo intervento esplicito a difesa dei cittadini. Tuttavia esso denota una grave e totale mancanza di colloquio tra amministrazione e cittadini: il sindaco ricordi che quando non c’è dialogo con i cittadini o parte di essi è sempre colpa dell’amministrazione e mai dei cittadini!